Recensione Hyundai Kona elettrica: bene il comfort, ma il software è migliorabile

In questo articolo diamo spazio ad un nostro lettore, pioniere della mobilità elettrica, Alexandro Aleko Todeschini, possessore di una Hyundai Kona elettrica.

Sono anni che mi muovo in elettrico, prima con la BMW 330e, poi con la i3 rex, ma solo con la Hyundai Kona sono diventato veramente full electric. Ripeto spesso che siamo pionieri, siamo agli inizi di una rivoluzione.

Ho usato in questi 3 mesi la mia Kona in molti viaggi, nell’uso quotidiano e extraurbano. Una suv compatta sì, ma abbastanza versatile anche nei viaggi, in tre amici, due alti e con le valige abbiamo viaggiato bene, certo una famiglia da 4 magari alti fa fatica.

Hyundai Kona elettrica. Autore della foto: Alessandro Todeschini

I VIAGGI

Ho fatto viaggi da 1200km e 1800km, con media velocità dei 110km/h e la Kona ha mantenuto un’autonomia tra i 300-330km, in modalità eco. Non è male se si cerca di viaggiare gratis, si ha abbastanza autonomia per trovare colonnine fast o a pagamento senza rischiare di rimanere a secco.

Hyundai Kona elettrica —

La tenuta di strada al Brennero a fine anno con gomme invernali è ottima, anche se il radar appena si sporca con dei comuli di nevischio si disattiva.

Hyundai Kona elettrica –

Purtroppo non ho mai testato la ricarica a 70 kW, massimo a 54 kW sia per le temperature che probabilmente per le colonnine in nord Italia, Austria e Slovenia.

SOFTWARE E SISTEMA MULTIMEDIALE

Per quanto riguarda il software, tutti sanno che manca il sistema ecall, così come il collegamento on demand. Mancano i comandi remoti, mancano anche comandi basilari come l’alzata dei finestrini dal telecomando.

Infatti, seppur la Kona presenta molte soluzioni intelligenti, le possiamo considerare ancora grezze. il navigatore è incompleto e poco affidabile. Anche se sembra derivare da TomTom non sembra proprio un parente stretto. I comandi come il preriscaldamento sono vincolati al collegamento del cavo, certo, ma i concorrenti non hanno bisogno di collegare il cavo per avviare il riscaldamento, anche perché se si usa una long range da 64 kWh si spera di non doverla collegare ogni sera. Anzi, molti di noi caricano nelle fast e negli uffici, quasi mai a casa. Se poi si aggiunge che non hai un’app per riscaldarla, o un comando da telecomando, le cose si complicano e nelle tormente di neve del Brennero sarebbe tornata molto utile questa funzione.

Io ho supplito alla mancanza di un’app per il monitoraggio con un sistema per monitoraggio remoto auto, autopi, con loro stiamo collaborando per fare gli strumenti per monitorare lo stato dell’auto, carica, posizione e hotspot Wi-Fi per il navigatore che non si aggiorna sul traffico e sulle pochissime colonnine segnalate.

COMFORT

Il comfort di guida comunque è ottimo e l’impianto audio della mia full optional, krell, suona divinamente, a livelli di auto premium con H&K.

Sulla climatizzazione, si conferma la presenza di un riscaldamento veloce quando l’auto e’ fredda prima dell’arrivo della pompa di calore. Tuttavia la gestione del condizionamento interno del veicolo non gestisce bene il deumidificatore, spesso abbiamo dovuto gestire manualmente con il comando AC e heat insieme.

Hyundai Kona – sistema di climatizzazione

COMMENTO FINALE

Da proprietario della seconda Kona consegnata in Italia spero che Hyundai aggiorni la propria auto e gli dia più strumenti per competere. Il potenziale c’è, in fondo siamo ancora pionieri. Devo dire che in complesso l’auto è un buon compromesso ma non è giustificabile la mancanza di attenzione al software troppo grezzo. I clienti attuali sono persone informate e spesso “smanettoni”. La Kona parte bene ma poi cade sull’operativo, la programmazione ha solo due opzioni, per esempio.

Speriamo in un consistente aggiornamento, che dia più autonomia, al sistema cruise con lane assist, che ora è troppo remissivo e si disattiva troppo facilmente, oltre a non avvisare in maniera decisa l’utente.

 Articolo scritto da Alexandro Aleko Todeschini.

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