Dall’Emilia Romagna alla Sicilia con la Kia EV6: sì, con l’auto elettrica si possono fare i viaggi lunghi

 

Oggi torniamo con le nostre storie di passione elettrica. Protagonista e autore dell’articolo è il nostro lettore Eros Bartolomeo,  appassionato di auto elettriche, nonché possessore di una Skoda Eniaq iV, che ha fatto un viaggio dall’Emilia Romagna alla Sicilia a bordo della Kia EV6, rispondendo ad alcune nostre domande.

Dal nord al sud con un’auto elettrica? Allora sei un vero esperto!

Non posso definirmi un esperto riguardo mobilità elettrica, ma seguo da anni i gruppi social leggendo le varie esperienze dei sempre più tanti possessori di auto elettriche e questo mi ha fatto acquisire quelle informazioni che mi sono tornate utili per l’acquisto di una bellissima Skoda Enyaq 80 Executive già 2 mesi fa.

Un attimino, dovevamo parlare della Kia EV6

Ah, già, il titolo parla di un’altra auto. Sì, in realtà sono riuscito a convincere il collega Terenzio Alio, amministratore della società Energy Project con la quale collaboro, a fare questo grande passo, molto difficile per chiunque si dovesse approcciare per la prima volta ad un cambiamento radicale rispetto alle proprie abitudini, ma che in realtà, grazie anche all’evolversi della rete di ricarica e ad alcuni accorgimenti, è facilmente superabile ed, anzi, è ad un livello superiore. Difatti, chi ha un’auto elettrica lo sa già, tanto che almeno il 95% di questi non tornerebbe più alla “cara” vecchia auto endotermica.

Già, “cara”, con i costi dei carburanti superiori ai 2 €, si risparmia tanto con l’auto elettrica? Sì, tantissimo, ma poi darò tutti i numeri di questa “impresa”!

Bene, quindi tu ed il tuo collega che ci facevate in Emilia Romagna?

Siamo entrambi ingegneri ed insieme a mio fratello Christian, anche lui ingegnere (ora responsabile tecnico di ènostra) oltre che scrittore, ci occupiamo, da almeno 16 anni, di energie rinnovabili e risparmio energetico e proprio nei giorni scorsi si è svolta la “Solar Exhibition Conference” by Key Energy a Rimini. La Kia EV6 l’abbiamo trovata in pronta consegna presso la concessionaria Gran Prix di Bologna. Quindi abbiamo deciso di andare fino a lì per prendere l’auto e poi a Rimini nei giorni 6 e 7 aprile per assistere ad interessanti incontri con tecnici ed espositori.

E come vi siete organizzati con la batteria e le ricariche?

E’ stato molto semplice, da eviaggio.it abbiamo cercato quali alberghi offrissero la ricarica per l’auto e Hotel Suite Rimini, oltre ad essere molto vicino alla Fiera, faceva esattamente al caso nostro. Da Bologna alla fiera di Rimini, partendo con il 97% di carica, siamo arrivati con il 73%, un altro 2% lo abbiamo consumato per andare a cenare, ma poi la abbiamo connessa alla colonnina Repower dell’albergo e caricato fino al 100%. L’indomani di nuovo in Fiera (lì ci sarebbero state altre 4 prese gratuite all’interno del parcheggio, ma non le abbiamo usate, ed è stata l’occasione per vedere dal vivo una Tesla Model X ed una Ford Mustang, oltre a tante altre Tesla Model 3, molto rare alle mie latitudini).

Quindi siete partiti con il 100%…

Sì, praticamente, quando sai di dover fare un lungo viaggio, sarebbe da stupidi partire con una utilitaria e con il solo 65% di batteria. Anche se non è impossibile, di certo non ci vogliono 52 ore per fare 720 km… Ogni riferimento ad una presunta trasmissione televisiva nella quale si è denigrata in maniera plateale la mobilità elettrica è puramente casuale.

Ma avete pianificato il viaggio?

Ovviamente sì, attraverso ABRP (https://abetterrouteplanner.com, ndr) è possibile inserire la vettura con cui si desidera fare il viaggio, le informazioni sulla velocità massima, il SoC (State of Charge, percentuale di energia nella batteria, ndr), il punto di partenza e di arrivo e, una volta calcolato il percorso suggerito, si possono fare anche ulteriori modifiche, dalla percentuale di batteria che si vuole caricare alla durata della sosta e tanto altro ancora. Essendo su una Kia EV6, abbiamo portato la ricarica nella pianificazione sempre all’80% tranne in un caso, perché così avremmo caricato più velocemente lì dove avremmo pernottato. Ma abbiamo modificato alcune cosette durante il viaggio, anche perché talvolta i dati di consumo erano nettamente inferiori rispetto a quanto calcolato.

Quindi tutto è filato liscio secondo i piani?

Nella realtà, appunto, c’è stata, qualche modifica cammin facendo. Ad esempio, ci siamo accorti di essere più lenti dell’auto nella pausa pranzo e, soprattutto, durante la cena. Proprio in questa occasione, presso la stazione Ionity di Battipaglia (SA), avremmo dovuto fare una pausa di appena 26 minuti, ma il buonissimo profumo proveniente dal vicinissimo ristorante, DIECI CUCINA FELICE, ci ha portato a rivedere il piano di viaggio, portando la ricarica fino al 100% ed essere costretti anche a spostare l’auto più di mezz’ora prima dalla nostra ripartenza.

Non tutti i mali vengono per nuocere…

Beh, direi proprio di no, fossero tutte così le soste per la ricarica…

A proposito, quali colonnine e quali metodi di pagamento avete utilizzato durante il viaggio e, soprattutto, con quali costi? 

Rispondo subito sui metodi di pagamento. Solamente 2: BeCharge con 100 kWh pagati 18 € anziché 38 € grazie al codice promozionale PLENITUDE2022. Altri 145 kWh acquistati con la flat Large di EnelX al costo di 45 €… ma non li abbiamo utilizzati tutti!

Durante il tragitto abbiamo incontrato la FreeToX presente nella stazione di servizio di Giove Ovest, direttamente in autostrada, comodissima, con potenza di ricarica raggiunta un po’ sotto le aspettative, ma di tutto rispetto, con i suoi 125 kW; poi una EnelX accanto al Supercharger Tesla di Ceprano (FR) dove abbiamo raggiunto i 210 kW; a seguire la Ionity della citata Battipaglia con 140 kW di potenza massima; la sera una fast di EnelX, vicino all’hotel, che sarebbe dovuta essere di 60 kW, ma rimaneva sempre sotto i 50 kW; l’indomani alla Ionity di Gioia Tauro (RC), con 121 kW, dove abbiamo rischiato di non poter caricare perché, proprio in quel momento, stavano dipingendo i simboli di Ionity sui posti riservati alla ricarica, avremmo dovuto caricare fino all’80%, ma conoscendo gli orari del traghetto, abbiamo spinto fino al 93%; ed a seguire la Ionity di Agira (EN) con ben 231 kW di picco raggiunto… eccezionale, e poi totalmente gratuito, perché abbiamo avuto dei problemi tecnici risolti in pochissimi minuti con l’assistenza di Ionity che ci ha offerto l’intera ricarica. Ci siamo separati all’aeroporto di Catania, lì ho ripreso la mia auto, mentre il collega è arrivato con un buon 81%… ma per l’uso quotidiano non ci sarà bisogno di altro, abbiamo un bellissimo sole che è gratuito!

Non è stato stressante il viaggio, con la pianificazione e le continue ricariche?

Assolutamente no, la pianificazione la avrei fatta anche con l’auto termica, perché non sono solito fare questo tragitto, anzi, la prima ed unica volta è stato 5 anni fa, ed anche in quel caso ho dovuto pensare dove fermarmi prenotando dove pernottare e, se devo essere sincero, mi è stato molto più comodo in questa situazione e, la cosa che non ho detto fino ad ora, viaggiare con un’auto elettrica di questo calibro, con il suo silenzio e con i tanti aiuti alla guida (dal cruise control adattivo, lane assist e front assit) è un’esperienza di un livello superiore che chi non ha mai provato non potrà mai comprendere. Se dovessi ripartire domani lo rifarei ad occhi chiusi, forse ottimizzando i miei tempi, perché quelli della ricarica sono stati velocissimi e con il collega Terenzio abbiamo più volte scherzato sull’impossibilità di godersi il cibo con il suo giusto tempo e sull’assoluta mancanza di “ansia da ricarica”: ad esempio il computer di bordo ci diceva che avremmo potuto fare altri 300 o più km e la meta era a soli 120 km. E poi ci vorrebbe una vescica in fibra di carbonio per fare tutto in un’unica tirata!

Allora tutto è stato perfetto?

Nulla è perfetto, ma perfettibile. La mancanza di punti di ricarica all’interno degli Autogrill, a parte la stazione Giove Ovest, rende leggermente più complesso, non impossibile, il loro raggiungimento, ma per fortuna sono tutti a pochi minuti dall’uscita dell’autostrada. Poi manca una tettoia, magari fotovoltaica, in tutti questi punti (tranne in quella di Ceprano, dove c’è una specie di copertura, ma che non copre più di tanto): noi siamo stati molto fortunati con il meteo abbastanza clemente, ma sotto la pioggia battente non sarebbe stato lo stesso, è un accorgimento che in tutte le stazioni di servizio per chi fa il pieno di carburante è la norma, mentre per chi carica un’auto elettrica non è così, praticamente sempre. Poi credo che alcune decantate potenze di alcune stazioni, nella realtà, siano ben lontane da quanto sperimentato empiricamente, dipende dall’auto, ma a parità di condizioni, abbiamo visto numeri ben diversi nella maggior parte dei casi. Ottimo per chi non ha fretta, come nel nostro caso, ma in viaggi meno complessi si ha la necessità di impiegare molto meno tempo, come un’auto del genere è in grado di garantire.

Infine, come si è comportata la Kia EV6? E com’è rispetto alla Skoda Enyaq?

Dulcis in fundo, la Kia EV6. Una gran bella auto, d’altronde anche questa l’ho scelta io! Diciamo che ho aiutato il collega, che è più sportivo del sottoscritto, a sceglierne una che potesse garantirgli viaggi anche di lunga percorrenza senza alcuna ansia e, allo stesso tempo, dare un piacere di guida con prestazioni davvero interessanti e velocità di ricarica di tutto rispetto. Il raffronto con la mia Skoda Enyaq è un passaggio obbligato, posso dire di conoscere oramai bene entrambe le auto. La EV6 ha dalla sua, come già detto, una potenza maggiore rispetto alla Enyaq, subito pronta in ogni occasione e toglie d’impaccio in un istante, lasciando di stucco chiunque. La potenza di ricarica raggiungibile (in linea teorica) è esattamente il doppio (la Enyaq, attualmente, arriva ad un massimo teorico di 125 kW, in attesa dell’aggiornamento ME3 che dovrebbe regalare anche potenze sopra i 170 kW), e questo fa sì che i tempi di ricarica siano davvero brevi. I sistemi di assistenza alla guida sono straordinari in superstrada ed in autostrada, sempre precisi e danno tanta sicurezza in qualsiasi condizione, in modalità eco ha anche la capacità di riprendere la velocità preimpostata senza alcuna fretta, cosa che sulla Enyaq mi dà tanto fastidio, perché è un inutile dispendio di energia; tutt’altra storia in città, dove ho dovuto più volte premere sul freno per evitare di andare contro le auto che mi precedevano, cosa che con la Enyaq non succede mai, riduce la velocità nei pressi di un incrocio o di una curva stretta alla quale è necessaria una velocità inferiore a quella impostata (anche rispetto ai limiti presenti su strada); sulla EV6 impostato il limite di velocità, rimane quello in qualsiasi condizione, a parte le eventuali auto che ci potranno essere e farebbero rallentare comunque la marcia.

Sensazioni di guida della Kia EV6

La guida “one pedal drive” (che si chiama i-pedal in Kia, poi, è davvero il top, potendo regolare la frenata rigenerativa facilmente con i paddle al volante tanto da portare anche a fermare la vettura, come fanno la Nissan Leaf e le più blasonate Tesla; sulla Enyaq c’è il sistema adattivo che funziona benissimo, ma non ci si può fermare con le sole palette al volante, peccato! C’è la possibilità di impostare un limite adattivo, come sulla Enyaq, che cambia con la segnaletica stradale, ma è sconsigliabile il suo utilizzo nelle strade italiane, dove la segnaletica viene spesso messa senza alcun criterio ed un limite improvviso di 20 km/h su una strada da 90 km/h può essere molto pericoloso. Comunque, un misto tra i 2 sistemi, sarebbe ideale, magari con i futuri aggiornamenti e con i feedback di noi utilizzatori finali potrebbero essere migliorati. Una funzionalità che c’è sulla Enyaq, come in tutte le altre auto della piattaforma MEB del gruppo Volkswagen, e mi è mancata sulla Kia, è la modalità di accensione e spegnimento dell’auto. Difatti è sufficiente premere il pedale del freno, inserire il selettore per andare avanti o indietro e premere sull’acceleratore per partire; all’arrivo, fermata l’auto con il freno, basta uscire e non fare nient’altro. Sulla Kia per accendere l’auto bisogna prima cliccare sul tasto Start&Stop con il piede sul freno, selezionare avanti o indietro e premere sull’acceleratore; all’arrivo, bisogna premere il pulsante P e quello di Start&Stop, se non lo si fa e si scende dall’auto, questa rimane accesa e senza freno… a meno di aver premuto “Auto hold”.

Kia EV6 o Skoda Enyaq? Questione di stile

Le dimensioni della koreana sono un po’ più ingombranti in pianta: è ben 5 cm più lunga, ma è anche più bassa di 7 cm, perché una è un crossover, l’altra un suv, di conseguenza il portabagagli, seppur grande (490 litri contro i 585 litri), risulta essere sensibilmente più piccolo, in compenso Kia ha ben sfruttato il cofano anteriore riuscendo ad inserire un frunk da 52 litri utilissimo per riporre il cavo per la ricarica e il caricatore con presa shuko, cosa che manca su tutte le elettriche del gruppo Volkswagen… e lo spazio si sarebbe potuto ricavare! Il raggio di sterzata della EV6 è forse identico alla versione GT, con 2 motori, (mai provata, ma non mi spiego altrimenti il perché non si sia osato a fare girare di più le ruote) per questo, talvolta, si necessita di una manovra in più, mentre sulla Skoda si gira su sé stessa in pochissimo spazio. Trovo inoltre utilissimo l’accessorio per poter fornire corrente all’esterno fino a 3,6 kW, lo si può trovare solo su quest’auto e sulla Hyundai Ioniq 5 e si può usare in svariati modi, anche per fare il caffè o arrostire delle verdure con una griglia elettrica, volendo, Matteo Valenza docet.

La qualità 

Gli interni ritengo siano migliori sulla Enyaq, meno plastiche dure e luci soffuse regolabili in intensità e colori da tutti i lati: avanti, dietro, sopra e sotto; sulla EV6 in versione GT Line (che costa almeno 10 mila € in più), però, oltre ad essere più potente, l’allestimento interno è più premium, come si usa dire. Anche il livello di insonorizzazione della vettura è una spanna migliore nella Skoda: i fruscii aerodinamici ed il rotolamento degli pneumatici sono molto più attutiti e la differenza si sente. Infine gli ammortizzatori sulla Skoda possono essere regolati in funzione della modalità scelta (eco, comfort, normal, sport o un misto delle 4 personalizzandolo), sulla Kia risultano leggermente più rigidi, ma attutisce meglio le asperità della strada con un rollio praticamente assente grazie al suo baricentro più basso.

Benissimo, sei stato abbastanza preciso, ma quale pensi possa essere migliore?

Se dovessi fare spesso viaggi di questo calibro direi la Kia, perché la sua velocità di ricarica è un valore aggiunto, la sua autonomia reale è leggermente inferiore alla Skoda (parliamo di almeno 400 km in autostrada a 120 km/h), ma grazie alla enorme potenza di ricarica di 250 kW può tranquillamente competere con la regina delle auto elettriche, e cioè Tesla. Essendo però i miei viaggi “tipo” compresi in un range di 400 km, la comodità, gli spazi interni, la qualità del prodotto mi fanno dire di aver fatto una scelta molto azzeccata e di fronte ad una richiesta del genere riprenderei la Skoda sicuramente.

A proposito, la prossima volta parliamo soltanto della Skoda

Hai ragione, dopo 2 mesi e quasi 6 mila km posso sicuramente fare un resoconto dettagliato.

Alla prossima intervista, allora.

Ok, alla prossima.

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