Fiat Panda 1.2 EasyPower: la citycar per eccellenza [RECENSIONE]

Green Motorsport è un progetto editoriale che è stato creato per diffondere il messaggio della mobilità alternativa e sostenibile. Se da un lato la mobilità elettrica rappresenta, ad oggi, un tipo di mobilità che sta suscitando il maggiore interesse tra gli stakeholder, oltre a presentare un avanzato livello di sviluppo, esistono anche altre forme di propulsione che possono essere giudicate sostenibili. Tra quest’ultime, oltre alle auto ibride ed ibride Plug-In, possiamo annoverare le auto a Metano, gas naturale sia compresso (CNG), e GPL, ossia il gas da petrolio liquefatto.

Nelle pagine di Greenmotorsport, oltre alle auto elettriche ed ibride, parleremo anche di auto a Metano e a GPL poiché rispetto alle tradizionali vetture a benzina e diesel presentano degli indubbi vantaggi. Tra i vantaggi possiamo annoverare il minor costo del carburante -fare un pieno di GPL/Metano costa la metà rispetto a benzina/diesel- la possibilità di entrare nelle Aree C delle città ed il minor costo rispetto alle varianti diesel.

Panda 1.2 EasyPower

Inauguriamo questa rubrica con la prova su strada della Fiat Panda 1.2 EasyPower, che corrisponde alla versione a GPL. Proprio FCA, che sembra non credere poi molto nella mobilità elettrica, ha puntato molto su GPL e Metano sottoscrivendo il 6 ottobre 2015 un accordo con Snam e Iveco sul potenziamento delle infrastrutture per gas metano.

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Viva la Panda

Panda, insieme alla Fiat 500, è in assoluto la macchina più iconica e longeva di casa Fiat. Nonostante infatti siano passati tanti anni da quel 1980, anno di uscita della prima serie disegnata da Giorgetto Giugiaro, l’iconica vettura di casa Fiat è riuscita a mantenere intatto lo spirito originale. Le linee disegnate da Giugiaro hanno di fatto contrassegnato un’epoca: la Panda nell’immaginario collettivo è diventata l’utilitaria per eccellenza. Il design della Panda, ma anche gli interni, erano stati infatti studiati per offrire il massimo della pragmaticità all’utente.

Panda 1.2 EasyPower

Fiat è cambiata molto da quel 1980 ma nonostante profonde rivoluzioni non ha perso il “vizio” di realizzare utilitarie degne di questo nome. La rinascita della Fiat 500, ad esempio, presentata nel 2007 e recentemente protagonista di un restyling, è uno dei lavori migliori mai realizzato dal Centro Stile Fiat.

Panda 1.2 EasyPower

Ma in questa recensione dobbiamo parlare della Panda e non della 500, quindi tornando a bomba alla vettura protagonista dell’articolo, dobbiamo dire che dopo il 1980 è stata realizzata una seconda serie nel 2003. I volumi, rispetto alla precedente vettura, erano completamente differenti, anche perché l’auto aveva cinque porte, ma la Panda ha comunque ottenuto l’apprezzamento del pubblico. L’auto era costruita nello stabilimento polacco di Tychy e la qualità complessiva era indubbiamente migliorabile.

Panda 1.2 EasyPower

Un deciso miglioramento l’utilitaria di casa Fiat lo ha ottenuto nella terza versione, presenta nel 2012. La produzione della Panda nella terza serie ritorna in Italia e in particolare nello stabilimento di Pomigliano D’arco.

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Fiat Panda: la citycar perfetta

I volumi rimangono gli stessi della serie precedente anche se il passo è stato incrementato di 0,5 cm e l’auto complessivamente risulta più lunga di qualche cm. Lo spazio all’interno, nonostante le dimensioni compatte – la Panda è lunga 365 cm -, non manca. Davanti lo spazio è abbondante, dietro stanno comodi anche due adulti, mentre in tre si sta un po’ sacrificati. Positiva la possibilità del terzo passeggero posteriore, cosa che non è possibile ottenere con tutte le utilitarie.

Panda 1.2 EasyPower

La capacità di carico posteriore, di 225 litri, è discreta ed è comunque migliorabile grazie al sedile sdoppiabile. Anche negli interni bisogna dare atto a Fiat di aver mantenuto lo spirito originale della vettura grazie ad esempio alla presenza del tascone davanti al passeggero. Anche la strumentazione presenta richiami al glorioso passato. Le plastiche sono rigide al tatto ma nel complesso l’assemblaggio è decisamente convincente. Alcuni particolari, come ad esempio il tunnel centrale ed i pannelli porta, potevano essere realizzati con maggiore cura, ma nel complesso ci sentiamo di promuovere positivamente la qualità degli interni della Panda K-Way.

Piacevole da guidare anche se un po’ pigra

La seduta di guida è comoda ed alta, offrendo così un’ottima visuale. Il cambio è a portata di mano e lo sterzo è morbido e maneggevole, specialmente se si seleziona la modalità city. La Panda si guida molto bene soprattutto in città, dove grazie alle sospensioni morbide riesce ad assorbire anche un terreno sconnesso. La tenuta di strada è buona, così come la stabilità che, su un’auto con un’altezza di 155 centimetri, poteva essere il punto debole. Nonostante sia un’auto non studiata per le lunghe percorrenza la Panda si adatta anche a questo, anche se il rumore dei fruscio aerodinamico è ben presente. Certo, in autostrada il motore 1.2 Fire da 69 CV con l’impianto GPL non è sicuramente adatto poiché decisamente poco incline all’allungo.

Panda 1.2 EasyPower

Il propulsore alla prova, il 1.2 fire a benzina/GPL da 69 CV, si conferma comunque un motore equilibrato, anche se in città forse si sente la mancanza di un po’ di ripresa.

Panda 1.2 EasyPower

Panda GPL si o no?

La Panda EasyPower con propulsore 1.2 da 69 cavalli, motore conforme alla normativa Euro 6, ha un prezzo di circa 14mila euro, costo che però può scendere grazie alle promozioni che possono essere trovate nelle diverse concessionarie.

Panda 1.2 EasyPower

La domanda che in molti però si chiedono è se vale realmente la pena di spendere 2mila euro in più per acquistare questa variante a GPL. La risposta è sì se solitamente si percorrono tanti chilometri soprattutto nel quotidiano in città. I consumi della vettura sono bassi, specialmente all’interno delle mura cittadine: con un pieno di GPL siamo riusciti a fare 309 chilometri.

Panda 1.2 EasyPower

La Panda, anche in questa sua incarnazione GPL, è un’utilitaria da prendere sicuramente in considerazione specie se si ha bisogno di una macchina comoda e con ampio spazio a bordo. La Panda, che ad oggi è la citycar più venduta in Italia, è un’auto pratica, comoda e, sopratutto, simpatica.

Panda 1.2 EasyPower

L’estetica potrebbe non può piacere a tutti ma è innegabile che la terza serie della Panda è un’auto azzeccata a livello stilistico. Dal punto di vista tecnico Panda si guida con molta scioltezza specialmente in città. Se non si esagera in curva, la piccola di casa Fiat offre una tenuta di strada rassicurante anche sul misto. Ovviamente non ci si devono attendere miracoli dal 1.2 Fire da 69 CV che rimane un propulsore studiato per essere utilizzato nello stretto.

Parlando di difetti, sicuramente la qualità complessiva degli interni appare migliorabile. Gli assemblaggi sono buoni ma alcuni materiali come quelli del tunnel centrale e di pannelli porta, risultano scelti in economia. L’estetica, inoltre, è molto particolare; la Panda ha una forza personalità e come tale non accetta compromessi: o la si ama, o la si odia.

Panda 1.2 EasyPower

Il pensiero della Redazione di Greenmotorsport

In conclusione ci sentiamo di spendere due parole sulla questione GPL/Metano/Biometano. Fiat Chrysler si è dimostrata un’azienda molto pronta per quanto concerne questo specifico settore di propulsione, tuttavia sarebbe stato opportuno portare avanti anche altre tipologie di powertrain, magari puntando su ibridi economici, mild-hybrid, come quelli presentati da Suzuki. Siamo però certi che FCA nel prossimo futuro ci riserverà più di qualche sorpresa, magari anche grazie a delle nuove join-venture.

PRO

-La Panda è sempre la Panda

-Lo spazio all’interno è buono

-Si guida bene in città

-La posizione di guida è quasi da SUV

-Con il GPL si risparmia

CONTRO

-Il 1.2 Fire non ama l’autostrada

-Alcuni particolari degli interni sono migliorabili

-Rumore dei flussi aerodinamici

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