La Fiat Panda compie quarant’anni. Nel 1990 il “Pandino” era elettrico. Il futuro? Si chiama Centoventi

La data del 29 febbraio di 40 anni fa è una di quelle da ricordare perché nel corso di una presentazione alla quale partecipava anche il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, veniva svelata in anteprima la Fiat Panda, una citycar che a gennaio del 2019 superava il traguardo dei 5 milioni di esemplari venduti.

Quando la Panda era elettrica

Nel corso degli anni la Panda ha visto susseguirsi diverse generazioni e varianti indubbiamente però quella che a noi di Greenmotorsport ci piace di più raccontare è la Panda Elettra, la versione elettrica della popolare auto. Correva il 1990.

Fiat Panda Elettra Schema
Fiat Panda Elettra Schema

La base di partenza era una Panda 750, tuttavia, il bagagliaio e il divano posteriore erano inutilizzabili poiché dovevano ospitare le ingombranti e pesanti batterie al piombo (niente litio al tempo); peculiarità che la trasformavano in un mezzo commerciale a due posti. La zavorra della batteria, pesante 150 kg, -12 moduli in serie da 6 V, capacità totale 172 Ah in 5 h (da cambiare ogni 35.000 km; costo stimato: 2.500.000 lire)- riduceva ulteriormente le prestazioni

Così come in un’auto termica, c’erano i tre pedali, incluso quello della frizione che serviva ad azionare il cambio a quattro marce. Al posto del serbatoio, un bruciatore per scaldare l’abitacolo.

La velocità massima? La Panda Elettra non poteva spingersi oltre 70 Km orari. L’autonomia è di 100 Km e il prezzo pari a 25milioni di lire, praticamente lo stesso costo di tre Panda 750 Young.

Alla prima serie ne seguì una seconda, Panda Elettra 2, con diverse migliorie tra cui un freno rigenerativo, un computer di bordo e pneumatici dal basso attrito per ridurre i consumi.

Il futuro è la Fiat Centoventi

La Concept Fiat Centoventi, svelata al Salone di Ginevra 2019, rappresenta la vision della casa torinese della mobilità elettrica democratica. Infatti, a differenza della 500 Elettrica, che sicuramente sarà una vettura con delle finiture di pregio e quindi anche un prezzo più elevato, la Centoventi potrebbe rappresentare una vera svolta per la Fiat, visto che nell’intento del costruttore torinese, questa piccola citycar dovrebbe quantomeno essere economica.

Fiat Centoventi

Inoltre, come mostrato al Salone di Ginevra, questa citycar presenta degli interni modulari e completamente personalizzabili. Alla base c’è il nuovo programma “4U”, che consentirà al cliente di scegliere l’abbinamento tra 4 tetti, 4 paraurti, 4 copriruota e 4 pellicole esterne per il wrapping che, combinate con il vastissimo catalogo di accessori, renderà la Fiat Concept Centoventi molto personalizzabile.

Gli accessori sono installabili con modalità “plug and play” – dal cluster alle tasche portaoggetti delle portiere – anche direttamente dal cliente. Gli esterni sono wrappabili, così da consentire alla piccola elettrica di casa Fiat di indossare un vestito nuovo con il cambiare delle stagioni o con le proprie passioni. 

Dimensioni 

  • Lunghezza: 3680 mm
  • Altezza: 1527 mm
  • Larghezza: 1740mm (con specchietti 1846 mm)
  • Passo: 2430 mm
  • Sbalzo anteriore: 658 mm
  • Sbalzo posteriore: 592 mm

Batterie modulari

Nel progetto di Fiat, anche la capacità delle batterie è modulare, grazie ad un innovativa architettura, che rende le batterie componibili e consente di variare l’autonomia dai 100 km standard, fino ai 500 km. La Centoventi è così perfetta per la città e per un weekend al mare o in montagna.

Inoltre, la sua modularità, la rende componibile nel tempo: è possibile comprarla oggi in configurazione base e “arredarla” come si vuole, in base al tuo budget. 

Per adesso è solo un concept

La Fiat Centoventi, almeno per il momento, è solo una concept. Tuttavia alcune delle idee potrebbe trovare posto nella prossima Panda, che dovrebbe uscire sul mercato nel 2020. La Fiat 500 Elettrica rappresenterà un importante banco di prova per la credibilità della FCA nel campo dell’elettrico.

Gli ingredienti per fare bene ci sono tutti, inoltre storicamente la Fiat non ha praticamente quasi mai sbagliato le “piccole” e, visto l’abbandono del segmento B (quello della Punto che non avrà una erede), la casa torinese, specie in Europa, è costretta a presenziare questo segmento con molta attenzione.

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