Volkswagen caccia Müller, al suo posto l’ex BMW Diess: l’elettrico e la Cina le priorità

Herbert Diess prenderà il posto di Matthias Müller come CEO del Gruppo Volkswagen. L’avvicendamento è ufficiale; il nuovo CEO darà impulso agli sforzi della società per razionalizzare e riorganizzare il modo in cui i suoi 12 marchi sono gestiti.

La società ha detto Giovedi che creerà sei nuove aree di business e un portafoglio speciale di prodotti per la Cina, il suo più grande mercato, inoltre dividerà i suoi marchi in tre nuovi gruppi di veicoli: value, premium e super-premium. Volkswagen ha deciso di sostituire Muller dopo che quest’ultimo ha fallito la rifocalizzazione del portafoglio prodotti del gruppo, un pilastro fondamentale della “Strategia 2025”. Strategia che è stata predisposta per trasformare l’azienda in un leader nelle auto più pulite dopo lo scandalo delle emissioni diesel del 2015.

Diess, ex BMW e attuale capo del marchio VW, avrà anche il compito di supervisionare il Gruppo VW R&S e ciò che la casa automobilistica chiama “Veicolo IT”, ossia la divisione preposta allo sviluppo di servizi legati alla connettività. Le dimissioni di Mueller, che ha ricoperto la carica CEO da meno di tre anni, avranno effetto immediato.

Volkswagen I.D. Vizzion CC. GreenMotorsport

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La nomina di Diess sarà la chiave per rassicurare gli investitori che il colosso tedesco altamente è determinato a riformarsi. Le eccessive spese e un bilancio un po’ indisciplinato hanno ridotto i margini di profitto anche prima del dieselgate.

Il suo mandato avrà il compito di rinnovare VW e l’intero gruppo composto da 12 marchi, nonché di prepararsi ad un periodo dove i veicoli saranno alimentati a batteria e autonomi. L’ex dirigente BMW, che si è unito VW pochi mesi prima del dieselgate e si è impegnato fin dall’inizio ad effettuare una transizione verso le nuove tecnologie. Questo progetto è diventato molto più urgente, poiché il dieselgate ha generato costi enormi.

Volkswagen I.D. CC. GreenMotorsport

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Bernd Osterloh, potente leader laburista della società, ha negoziato con Diess durante le difficili discussioni sul contratto nel 2016, ma Diess ha prevalso con un accordo storico che ha spianato la strada per il taglio di ben 30mila posti di lavoro che hanno prodotto un risparmio di 3,7 miliardi di euro ($ 4,6 miliardi).

Il mio compito più importante sarà quello di guidare il lavoro del Gruppo verso la mobilità sostenibile, spingendo la nostra evoluzione nella direzione della redditività e nel raggiungimento della posizione di leader mondiale in questo specifico settore”, ha detto Diess nella dichiarazione.

Diess è stato determinante per superare la crisi finanziaria mediante il risparmio di 4 miliardi di euro di costi di approvvigionamento.

“Diess è un uomo d’azione, è la scelta più plausibile VW di guidare il gruppo nella successiva fase della sua trasformazione”, ha detto l’analista F Nord LB Frank Schwope.

Il famigerato scandalo Dieselgate può sembrare un lontano ricordo ma Volkswagen sta ancora subendo le ripercussioni. Matthias Muller ha sostituito Martin Winterkorn nel bel mezzo dello scandalo Dieselgate.

Il Consiglio di sorveglianza VW sarebbe inoltre pronto ad una possibile IPO per la sua divisione di camion e autobus.

[Via: Autonews]

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