Recensione Porsche Taycan 4S, il lusso elettrico secondo Zuffenhausen

Tornano le storie di passione elettrica. Ancora una volta è protagonista assoluto il nostro lettore nonché la nostra “penna”, Alberto Prieri, che dopo la Nuova Fiat 500 elettrica, ha avuto modo di effettuare un primo contatto con la Porsche Taycan 4S.

Può una super sportiva rimanere tale pur se spinta da un propulsore elettrico? Sì, almeno questa è la sensazione che ho avuto provando la Porsche Taycan 4S, la cui potenza equivalente è pari a 530 cavalli con 640 Nm di coppia. Coppia che, proprio grazie alla spinta elettrica, viene erogata immediatamente e consente a questa vettura di scattare da 0 a 100 km/h in 4 secondi.

Elettrica sì, ma sempre in stile Porsche

Un’accelerazione poderosa, che viene gestita in modo progressivo sull’asse anteriore, dove è presente uno dei due motori elettrici. L’altro, sull’asse posteriore, quando la pressione sul pedale dell’acceleratore è a tavoletta, fa sentire il suo cambio a due rapporti con un colpo secco che, di fatto, ricorda lo strappo derivante dal cambio tradizionale di un’auto endotermica.

La casa tedesca ha adottato questa soluzione proprio per non lasciare troppo spaesati i suoi clienti, abituati a cilindri e marce. Per lo stesso motivo, il recupero di energia non è mai troppo intenso e il pedale del freno va utilizzato sempre, anche in questo caso per restituire il feeling di guida di una normale auto a benzina.

Tuttavia, la pressione del freno inizialmente genera la decelerazione in virtù del motore elettrico che recupera energia e solo successivamente, se la frenata è particolarmente potente, fa entrare in funzione le pinze. In ogni caso, chi guida non si accorge di nulla, perché tutto il processo è gestito dall’elettronica di bordo.

Quattro ruote sterzanti

Con la batteria sotto il pianale e un peso totale di 2300 chili, la vettura offre una grande stabilità, aumentata in curva dal sistema delle quattro ruote sterzanti. A bassa velocità, quelle posteriori ruotano con un angolo opposto a quello delle anteriori, per far girare l’auto in uno spazio più stretto. Quando la velocità aumenta, l’angolo diventa solidale (seppure minore) rispetto agli pneumatici anteriori, così la Taycan permette di impostare le curve senza sbavature e offre una maggior sensazione di sicurezza.

Anche l’assetto su strada può variare grazie alle sospensioni pneumatiche attive che, in caso di fondo sconnesso o per affrontare particolari pendenze (ad esempio la rampa d’uscita da un garage), possono alzare la macchina di due centimetri.

I puristi della guida forse non digeriranno l’assenza del rombo dei pistoni, ma questa Porsche Taycan 4S resta una sportiva di razza, capace di regalare forti emozioni a emissioni zero.

Gli interni: troppi schermi?

Gli interni, restando fedeli al prestigio del marchio, sono di altissimo livello. In realtà, ho trovato un po’ confusionaria la proliferazione degli schermi. Di serie sono tre: l’ampio cruscotto digitale curvo dietro il volante, quello centrale dell’infotainment e un altro per le regolazioni dell’auto incastonato nel tunnel centrale. Tuttavia possono diventare quattro, perché anche il passeggero può avere un suo schermo personale con cui selezionare la stazione radio e impostare tutte le altre regolazioni audio.

Questo sfoggio di tecnologia rende sicuramente l’abitacolo futuristico, però non così funzionale perché non è facile capire subito quale zona dei touch screen andare a sfiorare per completare le impostazioni desiderate.

Quanto al comfort di guida, se è vero che per uno alto 1,90 come me non è così agevole entrare (anche se presto si capisce come approcciarsi all’auto per un ingresso più veloce), una volta seduti la comodità è totale. Il sedile è avvolgente al punto giusto e le regolazioni completamente elettriche rendono semplice trovare una posizione comoda.

Articolo scritto da Alberto Prieri

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